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La Mandragola

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Commedia in tre atti e sei quadri
di


Niccolò Machiavelli

il 12 Gennaio 2008
nella Stadthalle di Merzig

Replica

il 15 Giugno 2008
nel Castello Feudale D'Ayala a Carosino (Ta)

su cortese invito e patrocinio della

Deutsch-Italienische Kulturgesellschaft
"Romeo Moschetti "

ospiti della

Associazione Culturale "Cicci Ti Santa"

di Carosino (Ta)

 

 

Personaggi ed Interpreti
Egidio                                  Giuseppe Castronovo
Ligurio                                          Giuseppe Ferlisi
Don Nicola                                    Salvatore Presti
Donna Lucrezia, sua moglie     Rosetta Cacciatore
Donna Nunzia, sua suocera           Carmela Traina
Fra Pasquale                                        Gino Miceli 
Ciccio, il servo                            Sandro Di Natali
Donna Concetta                            Angela Tassone
 
Comparse:               
Maria Paola Miceli, Fabio Castronovo Anna Castronovo, Vincenza Di Natali,
Giosuè Di Natali, Salvatore Maragliano, Franco Tassone 
 
Sceneggiatura                                               Alexander Patz
Aiuto sceneggiatori                                          Peter Comes
                                                                         Gino Miceli
                                                                   Franco Tassone
Costumi                               Carmela Traina, Angela Tassone
Tecnica                                                      Francesco Traina
 

Regia
Giuseppe D'Auria

Le Foto

Le Foto di Carosino

Carosino-Backstage e Località

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La Mandragola

Per “Mandragola” si intende una pianta medicinale, a cui si attribuivano virtù miracolose durante il Medioevo.Il centro delle vicende è rappresentato dalla beffa, quasi “boccaccesca”, da parte del giovane Egidio col mediatore Ligurio, ai danni del vecchio e sciocco Don Nicola, marito di Lucrezia, da cui desidera ad ogni costo un figlio.
Il giovane e ricco Egidio torna da NewYork, attratto dalla fama della bellezza di Lucrezia, moglie fedele e devota la marito, più vecchio di lei, sciocco e pieno di sè. Per sedurre Lucrezia gli viene in aiuto Ligurio, un "astuto perdigiorno e profittatore", che nella fattispecie sfrutta la buonafede del credulone Don Nicola e la sua voglia di avere un figlio, ma è ormai convinto che la moglie sia sterile. Fingendosi esperto di medicina, Egidio si offre di guarire la sterilità della donna dandole una cura basata sulla somministrazione di una pozione di mandragola. Questa erba ha degli effetti mortali per chi avrebbe giaciuto con lei la prima notte dopo averla bevuta. Al che i due suggeriscono a Don Nicola di far giacere la moglie con uno sconosciuto e lo convincono, anche con l’aiuto di Donna Nunzia, la madre di lei, e del corrotto Fra’ Pasquale, il suo confessore. Organizzano un rapimento durante la notte e catturano un giovane deforme che in realtà è Egidio travestito. Quest’ultimo giace con Lucrezia ma prima le svela l’inganno e l’amore per lei. La giovane, meravigliata dalla differenza tra una notte col marito e una come quella appena trascorsa, accetta di buon grado dicendogli: “poiché la tua astuzia, , la stupidità di mio marito, l’ingenuità di mia madre e la malizia del mio confessore mi hanno condotta  a fare quello che  mai avrei per me fatto, voglio credere che tutto questo derivi dalla volontà celeste, per cui io non ho il potere di rifiutare quello che il Cielo ha voluto: perciò ti prendo per signore, padrone e guida: sii tu mio padre, mio difensore, ogni mio bene; e quello che mio marito ha voluto per una sera, voglio che sia per sempre”. Lucrezia gli consiglia di presentarsi a Don Nicola come suo compare, così alla fine tutti ottengono ciò che volevano.