I Parte
Premessa
Fondazione
San Giuvanni Decullatu
Miseria e Nobiltà
L´Eredità dello zio Bon´Anima
La Morte di Carnevale
L´Aria del Continente
Lu Mortu Assicuratu
Pensaci Giacomino
I Civitoti + La Giara
II Parte
Lu Mastru di li Mastri
La Baronessa di Carini
Varie
III Parte
Aggiungi un Posto a Tavola
Due Evasi in Minigonna
Aggiungi un Posto a Tavola 2. edizione
La Mandragola
a cura di Giuseppe Ferlisi
Merzig 03.02.2003
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Premessa
La storia racconta che la vita è come una cassaforte dentro la quale ognuno di noi vi custodisce qualcosa di prezioso. Noi siamo convinti, anzi ne siamo certi, che in ognuno di noi, nel più remoto angolino del nostro cuore, vi sia un desiderio o, forse sarebbe più appropriato chiamarlo sogno; sogni che non sono nella maggior parte dei casi irrealizzabili, sogni a volte anche banalissimi, facilmente da realizzare, eppure rimangono lì, in quell´angolino, nell´ombra, in silenzio!
C´è chi sogna di diventare un grande calciatore e non è sempre facilmente realizzabile, come chi sogna di poter diventare una star della TV. Ma ci sono sogni come... saper suonare la fisarmonica, saper nuotare o potersi comprare qualcosa di stravagante che in verità non sono poi cose così proibitivi eppure...rimangono solamente dei sogni!
La teoria che..... quello che sivuole si ottiene, non è sempre giustamente condivisa da tutti,
spesso mancano veramente i mezzi, manca l´essenziale, manca proprio la base, manca tutto!
Ma spesso il vero motivo che ci impedisce di realizzare i nostri sogni nel cassetto è solamente la pigrizia, l´opportunità, il fato.
(Giuseppe Ferlisi)

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La Fondazione
Era il 1992,si potrebbe dire il secolo scorso o addirittura lo scorso millennio.Una fredda serata di Dicembre, nel ristorante di una piccola cittadina tedesca (Rehlingen-Saar) durante una cena ufficiale di ringraziamento, alcuni amici si ritrovano attorno ad un tavolo a discutere del più e del meno e fù lì che ebbe inizio la storia della " Compagnia Teatro Popolare Città di Merzig ".
Un filosofo contemporaneo disse un giorno: <<Le possibbilità di vincere al lotto, sono così minime , che per avere un´idea , basta immaginarsi uno stadio di calcio stipato di bottiglie col collo rivolto verso l´alto; una di queste bottiglie ci appartiene; ora immagginatevi che un uccellino volando sopra lo stadio,come natura vuole, fà il suo bisognino e la speranza è, che quel piccolissimo escremento vada a finire esattamente, fra i milioni di bottiglie, proprio dentro la nostra ! >>
Quel giorno, il caso ha voluto che attorno a quel tavolo sedessero sei persone dove nell´angolino remoto del cuore di ognuno, vi era depositato da tanto tempo, da troppo forse, un sogno, un sogno che li accomunava, quel sogno si chiamava teatro.
Chi erano quegli amici intorno a quel tavolo?
L´allora presidente dell´"Ausländerbeirat" Giuseppe D´Auria, concludeva il suo mandato e non avendo più intenzione di ricandidarsi, aveva riunito i suoi collaboratori in quel ristorante per comunicare loro la decisione presa e ringraziarli per averlo sostenuto durante la sua presidenza.
Conclusa l´ufficialitá della serata si passò ad altro e come per incanto cadde sul tavolo una proposta:
<< Visto che non avremo più l´impegno dell´" Ausländerbeirat", perché non ci dedichiamo al teatro?>>
Fu D´Auria Giuseppe che lanciò la proposta, ed in quel momento una finestrella si apriva ed una sottilissima luce illuminò nell´ombra di quell´angolino silenzioso, quel sogno che per molto tempo era rimasto raggomitolato al buio, come un bimbo pieno di vitalità ma timido,che l´incognita della strada lo isola dal mondo esterno.
Il primo a riprendersi da quel brusco risveglio fù Giuseppe Ferlisi. L´allora segretario dell´ "Associazione-Famiglia-Italiana Merzig.-Wadern"
L´idea lo entusiasmò tanto; alzò gli occhi e ad uno ad uno incrociò quelli degli altri. Se qualche volta le parole sono inutili, quella volta lo furono veramente, negli occhi di ognuno di loro si leggeva un´unica risposta!
Salvatore Presti; a quel tempo Presidente dell´A.F.I. Merzig-Wadern.
Brugugnone Antonio; un personaggio molto attivo nella politica sociale della zona.
Maria Callari; un´insegnante dei " Corsi di Lingua e Cultura Italiana ".
Carmela Traina; responsabile del " Gruppo Donne " in Merzig-Wadern.
Sei nomi,sei persone un´unico obbiettivo: realizzare il sogno che per molti anni era rimasto impriggionato nel silenzio. Quella stessa sera venne fuori pure il pezzo teatrale che sarebbe poi stato il debutto della
"Compagnia Teatro Popolare Città di Merzig".
"SAN GIUVANNI DECULLATU" una brillantissima commedia di
Nino Martoglio.
A proporre il pezzo fu anche questa volta Giuseppe D´Auria sostenuto con grande entusiasmo da Antonio Brugugnone. Due amici "Compari" che li legava un passato di allegre ed appassionate vicende fin dalla loro infanzia; tutti e due nativi di Ravanusa (AG.)
Salvatore Presti e Giuseppe Ferlisi; due grandi amici che li legava il senso dell´umorismo e la lealtà, schietti nei loro giudizi anche se a volte di vedute diverse; il primo di Favara ( AG. ) il secondo di Casteltermini ( AG. ).
Carmela Traina; il gioiello del gruppo, amata da tutti per la sua allegra e spontanea esuberanza;
nativa di Santa Elisabetta ( AG )
Maria Callari; un personaggio dalle caratteristiche somatiche ideali, necessari ad un attore di teatro;
nativa di Sutera ( CL ).
Alla fine di quella serata quei sei amici avevano gettato le basi per la creazione del gruppo teatrale.
(Giuseppe Ferlisi)

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San Giuvanni Decullatu
di Nino Martoglio
Bisogna dire che se si doveva scegliere un opera teatrale ideale per un debutto, "San Giuvanni Decullatu" aveva tutti i requisiti possibili. Brillante, nel vero senso della parola;leggera e coinvolgente, quindi adatta ad un bubblico misto, prevalentemente nuovo a questo genere di spettacolo.
Per questa commedia occorrevano diciassette attori ed uno che prendeva le redini in mano. Per il ruolo di regista è stato facile trovare la persona adatta anzi, è stata la cosa più facile in assoluto.
Ad un´animità e senza la minima titubanza è stato scelto Giuseppe D´Auria anche perchè aveva esperienza direttiva e,colui che sembrava avesse le idee più chiare nel campo teatrale e comunque organizzativo.
Il successivo incontro ebbe luogo nel bistrò di un piccolo centro culturale "Villa Fuchs" a Merzig-Saar.
Attorno ad un tavolo questa volta sedevano più persone. Ci si era dati da fare per trovare il numero di elementi sufficiente, occorrenti per la commedia scelta dalla neocompagnia-teatrale. Il regista conosceva molto bene quel pezzo e questo gli semplificava il lavoro nell´assegnazione dei ruoli.
Si ebbe una sola difficoltà; trovare un elemento maschile giovane, richiesto dal copione.Trovare una ragazza giovane disposta a salire su un palcoscenico non è un problema; fra le ragazze è più diffusa la vanità di apparire; tutto diventa invece più difficile a trovare un ragazzo fra i nostri giovani , che sia disposto a mettersi in discussione su quel palcoscenico anzi ,diventa veramente un compito arduo.
Alla fine il ragazzo si trovò. Un ragazzo molto spiritoso,modestissimo,volenteroso,puntualissimo, veramente un caro ragazzo; Franco Mannese, di Cattolica Eraclea ( AG ) nato e cresciuto in Germania.
Lui diceva sempre che la sua difficoltà maggiore era la lingua siciliana, richiesta dal copione, e all´inizio fù veramente un problema, ma grazie al suo perseverante impegno ed umiltà si riuscì a tirargli fuori il massimo delle sue capacità.
La primavera del 1993 volgeva al termine quando si iniziarono le prove, ed un elemento di fondamentale importanza affinchè un gruppo teatrale duri nel tempo si evidenziò subito; quegli attori, giovani d´esperienza, come dei puledri che per la prima volta si rincorrono in un prato brucando qua e là ciuffetti d´erba...
si divertivano!
Il comandamento principale della " Compagnia Teatro Popolare Città di Merzig " fù fin dall´inizio uno in assoluto: << Dev´essere un gioco, solamente un gioco >> ma di una cosa non ci si doveva mai dimenticare! << Deve essere un gioco serio!! >>
Il 16.Gennaio 1994 alle ore 18.00 nella " Stadthalle" di Merzig ,
la " Compagnia Teatro Popolare Città di Merzig "
debutta con una commedia brillante
di Nino Martoglio:
"SAN GIUVANNI DECULLATU"

Fù, senza retorica, un gran successo e quello fù l´inizioc di una lunga serie.
Se ora si vuole trovare a tutti i costi un punto di delusione...ebbene forse si trova pure questo. Sarà sens´altro capitato a tutti, almeno una volta nella vita,aver fatto un sogno bellissimo e svegliandosi avere un rammarico come.....<< perchè non mi sono spinto oltre? Perchè non ho fatto questo anzicchè quest´altro? Etc...etc...>> Questo è esattamente quello che è accaduto ai ragazzi della nuova compagnia teatrale; alcuni mesi di prove, tanti sacrifici, tante aspettative, tanto entusiasmo, la febbre dell´attesa ed ecco finalmente il sipario che si apre!... L´applauso..... l´emozione che paralizza le corde vocali...il buio...i fasci di luce e le immagini sbiadite che scorrono davanti agli occhi esattamente come in sogno! Poi di nuovo l´applauso, un lungo applauso...
la sala incomincia a svuotarsi ...ed il sipario si richiude!
Tutto finisce lì!! Senza aver potuto realizzare quello che è successo, senza opportunità di replica, senza poter riavere l´occasione di migliorare laddove si è creduto di aver potuto fare molto meglio!
Tanto lavoro per una sola rappresentazione! Ma questo più che un demerito delle Companie teatrali che operano nei piccoli centri all´estero, è un fattore di popolazione-italiana limitata nella zona circostante,
dentro la quale c´è comunque solamente una parte di queste persone amante del teatro.

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Miseria e Nobiltà
di Eduardo Scarpetta
Un´altra brillantissima commedia di Eduardo Scarpetta; autore napoletano (1853-1925).
Questo fù il pezzo che la Compagnia scelse come prossima opera da portare sul palcoscenico;
un vero classico della commedia napoletana. Chi non ricorda la scena degli spaghetti dei grandi Totò e Peppino De Filippi? Due nomi che fanno la storia del teatro italiano e questo metteva un pò in soggezione i ragazzi , ma come già accennato in precedenza; se un´impresa la si prende per gioco diventa più facile, e più grande è lo stimolo tanto più aumenta l´impegno, questo giustifica il fatto che una piccola Compagnia possa mirare, con ragionevole modestia, ad alzare lo sguardo verso obbiettivi sempre più stimolanti.

Il 22. Gennaio, 1995. la Compagnia Teatro Popolare, porta alla ribalta della Stadthalle di Merzig col successo dell´impegno e della massima serietà, "Miseria e Nobiltà",una commedia impegnatissima, ricca di un gran senso morale che sens´altro i ragazzi di Merzig hanno egregiamente saputo trasmettere al pubblico numerosissimo presente in sala.

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L´Eredità dello zio Bon´Anima
di Antonino Russo Giusti
Un importante sostenitore morale ed anche fisico delle Compagnie culturali che hanno operato nella Saarland, fù l´allora console d´Italia in Saarbrücken Dott. Di Leo Stefano. Con la Compagnia teatrale di Merzig, instaurò quasi un rapporto di amicizia che andava di gran lunga al di là delle ufficiali presenze alle rappresentazioni teatrali. Il suo supporto morale ha sens´altro invogliato i ragazzi della Compagnia a credere di più nelle proprie capacità, fiducia che li ha aiutati nel non lasciarsi scoraggiare neanche da altri coplimenti poco lusinghieri arrivati nell´anonimato da qualche anima... sicuramente infelice, che mossa da un´infondata invidia, si lasciò andare in uno sfogo a dir poco infantile.
Un´altro grande sostenitore delle Associazioni e dei Gruppi teatrali che operano con serieta nella zona, è sens´altro l´allora Presidente del COMITES, tutt´ora in carica, Dott. Francesco Tagliareni.
La Compagnia Teatro Popolare Città di Merzig ne è molto orgogliosa, ma non di essere sostenuta dal Presidente del COMITES, che già di per se è un motivo di orgoglio, ma bensì di essere sostenuta con trasporto genuino,sincero e semplice, dalla splendida persona dall´animo Nobile che c´è in Franco Tagliareni. Una Persona che se non ci fosse bisognerebbe inventarla.Una Persona senza la quale,
la nostra comunità in Saarland, sarebbe privata da un personaggio" ESISTENTE.
L´Eredità dello Zio Bon´Anima
20. Gennaio 1996
Abitualmente la Compagnia si riuniva a mettà Primavera per decidere sul nuovo pezzo da portare in scena; era quasi sempre il regista ( Giuseppe D´Auria ) che avendoseli gia letti, presentava due o più copioni al Gruppo e rileggendoli si decideva quale scegliere. Molto spesso il regista assegnava direttamente i ruoli ai rispettivi attori, ma capitava a volte che aveva bisogno di pensarci un pò sopra e quindi si stabiliva un altro incontro e lì, ognuno riceveva la parte da interpretare ed il copione.
Da quel momento ci si prendeva tre mesi di pausa ed a Settembre si iniziavano le prove.
La terza Commedia che la Compagnia si apprestava a portare in scena ed anche il terzo autore. Dopo Nino Martoglio ed Eduardo Scarpetta, era la volta di Antonino Russo Giusti in " L´Eredità dello Zio Bon´Anima " . Un´altra commedia brillante, molto realistica se vogliamo, ma che il tocco magico dell´autore ha reso divertentissima ed ironica senza alterarne il contenuto moralistico.
La bravura di un Gruppo Teatrale stà nel saper trasmettere al pubblico oltre alla morale della commedia anche il piacere di farlo. Ebbene, il 20 Gennaio del 1996, la Stadthalle di Merzig era gremita di spettatori i quali hanno indubiamente percepito sia l´uno che l´altro sentimento.

Il 16 Marzo, la Commedia viene riproposta a Sulzbach, una cittadina ad una decina di km da Saarbrücken. La rappresentazione è stata organizzata da: "Il Gruppo Italiano di Sulzbach".

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La Morte di Carnevale
di Raffaele Viviani
Bisognerebbe fare una precisazione sulla Compagnia teatrale di Merzig e sulla definizione "successo" per essi, usata di sovente ma non impropriamente; tutto stà nel stabilirne la scaletta di gradazione.
La Compagnia di Merzig , definisce successo, e non è poco, ricevere un applauso da un pubblico che si sposta da casa per dividere con loro un momento di allegra spensieratezza.
Questa non è mancanza di ambizione o.... forse si? Ma che importa? È molto più importante guardare l´orizonte e pensare: <<perchè cercarvi oltre la bellezza, quando potrebbe essere bello quello che ti circonda? >> È bello poter fare qualcosa che ti diverte !
Molta gente per divertirsi reca dolore; per altri, è regalare un sorriso... a chi lo vuole.
La Morte di Carnevale
19. Gennaio 1997

Il grottesco ed il comico hanno predominato in questa commedia di Raffaele Viviani; elementi scelti non a caso in un´opera allestita su misura su un bubblico le quali esigenze non sfuggivano all´autore;
ed è questo il bello del recitare su un palcoscenico; riuscire non solamente a trasmettere qualcosa al pubblico, ma percepire ciò che il pubblico in quel momento vuole da te e..... darglielo!
Se ami recitare... ci riesci, perchè la gente amante del teatro che ti guarda, vede oltre le tue capacità artistiche; vede direttamente dentro il cuore.
Se riuscire a creare questo scambio di percezioni è un successo, ebbene, anche questa volta la Compagnia Teatro Popolare ha raggiunto il suo grande obbiettivo.

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L´Aria del Continente
di Nino Martoglio
Anche per uno scrittore di gran fama, scrivere un libro non è mai una cosa semplice, occorre che abbia la giusta ispirazione; ma ciò che è perlomeno altrettanto difficile se non addirittura più difficile, è trovare il titolo. Il titolo, è la prima cosa che salta agli occhi del lettore; attraverso il titolo il lettore può decidere o no di comperare l´opera; il titolo deve rispecchiare il contenuto del libro.
Questa voleva essere la premessa sull´opera che la Compagnia aveva scelto per la prossima rappresentazione...
L´Aria del Continente.
17. Gennaio 1998
Un titolo che è tutto un programma, un titolo che nella vita dei siciliani ha segnato la storia, e Nino Martoglio, da buon siciliano non poteva non scrivere questa commedia.
La Commedia più lunga in assoluto che i ragazzi di Merzig abbiano portato in scena. Una commedia visibilmente molto ironica, a tratti un pò meno visibile, anzi con un pizzico di sottile ironia che impegnava sia gli attori che il pubblico, ma con tante divertentissime scene che si avvicendavano tra il buffo ed il grottesco, completando così un´opera che ha reso sens´altro famoso l´autore.
L´impegno che coinvolge una Compagnia teatrale a volte è veramente molto grande; ma il compito più difficile ce l´ha indubiamente il regista.

Diciannove ruoli (tanti quelli da occupare in questa commedia) da dividere ad altrettanti personaggi,
non è semplice se si vuole ottenere il risultato desiderato. È molto più difficile quando il regista non
ha le possibilità di poter scegliere, e questo non perchè non ci sia gente capace di recitare,
al contrario; ci sono tanti potenziali attori tra le mura domestiche che purtroppo non amano esporsi, manifestando poca disponibilità di tempo "libero" o nascondendosi dietro un falso pudore.
Spesso i motivi sono ben altri....! Questa gente evidentemente non sà di che cosa si priva!
Quanti da bambini; nelle "pagliere", nei cortili o nelle case abbandonate, non hanno provato giocando,
a recitare? Ma nei bambini si sà, è il cuore che comanda e chissà se qualche volta non sarebbe bello rimanere sempre bambini!

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Lu Mortu Assicuratu
di Ferruccio Centonze
Nella primavera del 1998, la Compagnia, oltre a prepararsi per la successiva commedia, "Lu Mortu Assicuratu" di Ferruccio Centonze, che sarebbe stata presentata il 16 gennaio 1999 sempre nella Stadthalle di Merzig, si preparava ad ospitare una Compagnia teatrale di professionisti; la "Piccola Ribalta" di Casteltermini (AG).
C´erano stati dei contatti tramite la famiglia Ferlisi, anch´essi di Casteltermini, con il responsabile della "Piccola Ribalta", Raimondo Rotolo il quale a sua volta stabilì dei contatti telefonici con il regista della Compagnia,Giuseppe D´Auria.
Stabilite le condizioni, si stabilì pure la data della loro unica rappresentazione a Merzig.

La "Piccola Ribalta" in ricevimento dal Sindaco di Merzig
I´11. Novembre del 1998, la "Piccola Ribalta" di Casteltermini, fondata nel 1970, esordiva nella Stadthalle di Merzig, con una commedia brillante di Luigi Capuana,"Lu Cavaleri Pidagna".
Fù un bel vedere! La loro lunga esperienza, la professionalità ed il talento, senza niente togliere agli altri, di due grandissimi elementi come Fabbrizio Giuliano e Mariano Firrera, hanno regalato alla comunità di Merzig una serata divertentissima ed una graditissima lezione di recita alla Compagnia di Merzig.
Nell´organizzazione comunque ci fù qualche piccolo problemino. Da parte di alcune comunità circostanti alla zona di Merzig, ci fù un tentativo di boicottare la serata della "Piccola Ribalta" e sens´altro ci sarebbe stata la sala semivuota se non sarebbe intervenuta una persona intelligente e perbene; Franco Tagliareni.
Franco, di sua privata iniziativa, ci garantì che avrebbe proveduto a riempire la sala o si sarebbe fatto carico delle spese se fosse stato necessario.
La sala era "ausverkauft!" Grazie Franco!
Lu Mortu Assicuratu
Poco più di due mesi dopo, la Compagnia presentava al pubblico di Merzig il suo nuovo pezzo teatrale, "Lu Mortu Assicuratu". Una commedia con una comicità leggermente sottile, di tanto in tanto macabra, leggera e quindi arrivava direttamente al pubblico.

La signora Citrolli, si debita per la scampata morte con la famiglia Paletti,
con un assegno di tre milioni di lire.
Sabato 13 marzo 1999, la commedia viene riproposta alla Missione Cattolica di Saarbrücken,
ed ancora una volta i ragazzi hanno dimostrato impegno, bravura ed anche un pizzico di professionalità, a testimonianza di ciò, bisogna raccontare un episodio accaduto il giorno della rappresentazione a Saarbrücken.
Poche ore prima dell´inizio della commedia, ad un elemento del gruppo era venuta a mancare la nonna; si temette fino a qualche minuto prima di iniziare, che non si presentasse e sarebbe stato un problema. Lei, (Antonella Capizzi) non volle lasciare i ragazzi con un compito difficile da risolvere;
si presentò ed interpretò il suo ruolo brillantemente e con tanta professionalità.

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Pensaci Giacomino
di Luigi Pirandello
Dopo 6 commedie brillanti, tutte caratterizzate da uno spirito comico e buffo, a qualcuno della Compagnia (Giuseppe Ferlisi) era nato il desiderio di fare qualcosa di diverso.
<<Perchè non proviamo a fare qualcosa di più impegnativo... un dramma per esempio?>>
Si discutette molto su questa idea, non ci fù un parere unanime nel prendere una decisione anzi a dire il vero quasi nessuno era d´accordo, titubante lo era anche il regista e lo scetticismo era sens´altro ben motivato;<< la maggior parte del pubblico che tiene in piedi la Compagnia, ama il teatro leggero, ama la battuta comica, và a teatro per trascorrere una serata allegra, la gente..... non è preparata a quest´altro tipo di teatro.>>
La motivazione stava sens´altro in piedi e alla fine ce ne fù la conferma, ma il pubblico non sarà mai ben preparato se non si corre il rischio di prepararlo ed il rischio si è voluto correrlo.
Chi altri si poteva scegliere,da buoni siciliani, se non un famoso drammaturgo siciliano come Pirandello? Artista, che amava andare un pò contro corrente pur di seguire una sua linea letteraria non sempre condivisa dall´opinione pubblica italiana, tant´è che fu all´estero che trovò il massimo consenso con il premio Nobel per la letteratura.
Tra le sue grandi opere si decise di sceglierne una che non è un dramma puro e che è alleggerita da momenti di pittoresca comicità."Pensaci Giacomino" era la commedia, per l´appunto, adatta ad un pubblico che non avrebbe voluto calarsi nell´impegno del dramma vero e proprio.

Raccontiamo un episodio che giustifica l´affermazione che un certo tipo di pubblico... ama, desidera, aspetta, intravede, a volte anche nel momento meno adatto possibile, la battuta comica, la battuta che debba suscitare la risata. In un momento della commedia dove si raggiungeva il punto che avrebbe determinato la fase più drammatica, successe l´inaspettato:
Tra gli attori, il più piccolo aveva poco più di tre anni (Dario Salvo) e successe che alle prove generali non fù possibile tenerlo sul palco. Bisognava fare qualcosa.
Il professore "Toti" (Giuseppe Ferlisi, zio reale di Dario), pochi minuti prima di iniziare lo spettacolo, prese "Ninì" (Dario) in braccio e gli raccomandò:
<<" Ninì" ascolta; fra poco incomincia il teatro e ci sarà tanta gente a guardarci e dirà....oh!
Come è bravo Dario! Etc. et., tu devi stare sempre al mio fianco capito? Sempre al mio fianco!>>
Mai raccomandazione fù presa così alla lettera!
Nella fase drammatica dove il professore "Toti", per convincere "Giacomino" (Giuseppe Castronovo) a riconoscere in "Nini" il suo leggittimo figlio e lo attaccava con un mal celato disperato dolore, per dover rinunciare egli stesso al piccolo "Ninì", passeggiando, nervosamente da destra a sinistra per nascondere emozioni e lacrime............. "Ninì", ricordandosi della raccomandazione fattagli dallo zio (Ferlisi), pensò di seguirla alla lettera e, per stargli sempre a fianco, lo seguiva passo-passo da destra a sinistra con una sincronia incredibile!
Quello fù il momento dove la gente credette che si doveva ridere ....e così fù!
I pochi che non hanno riso, furono coloro che intelligentemente e con una cultura teatrale molto più qualificata sono andati aldilà dell´episodio... comunque comico.

L´episodio di "Ninì","Toti" e Giacomino.
Stare su un palcoscenico e recitare, è una sensazione meravigliosa,se poi si stà recitando un´opera di Pirandello,è pure emozione ed orgoglio; ci si sente piccoli e grandi nello stesso tempo; è come sfiorare il cielo guardando per terra; è come sfiorare la donna amata con pudore.
È un miscuglio di piacere e timore. È come camminare in punta di piedi ed avere la sensazione di volare.
La replica del 25 marzo 2000 a Sarbrücken, ha permesso alla Compagnia di preparare il pubblico, attentissimo, a questo nuovo genere di teatro, ottenendo da esso il massimo consenso di apprezzamento che tale opera meritava, egregiamente interpretata da un gruppo di ragazzi che aveva avuto l´ardire di alzare lo sguardo verso il grande Pirandello. 
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I Civitoti in Pretura + La Giara
di Nino Martoglio & Luigi Pirandello
Era da parecchi anni che il regista esternava il desiderio di portare sul palcoscenico una commedia che tanto l´affascinava. C´era solo un piccolo problema: era breve. "I Civitoti in Pretura" .
Una commedia di un atto, di Nino Martoglio (40 minuti). Troppo breve per una Compagnia che porta in scena una sola opera a stagione.

I Civitoti in Pretura
Ora in Sicilia c´è un detto: <<La ficu, tuccannula-tuccannula diventa fatta>> e fù così pure per
"I Civitoti in Pretura". Tanto ne parlò D´Auria, che alla fine maturò la decisione di rappresentarla.
Una commedia,dove l´autore ha voluto mettere in risalto l´esuberanza sanguigna che il siciliano mette in pratica per esprimersi e tirarsi fuori da ogni situazione.
A far pendere l´ago sulla decisione presa, fù l´opportuno desiderio esposto da Ferlisi, di accoppiare
"I Civitoti..." con un´altro gioiello di Pirandello.
Chi, fra coloro che hanno frequentato la scuola elementare in Italia, non ha letto almeno una volta,
nei libri di testo, "La Giara" di Pirandello? Un fiore all´occhiello tra le opere del grande autore.
Una commedia, con la quale Pirandello ha voluto evidenziare l´astuzia fine di un artigiano " Zi Zima",
che si scontra vittoriosa contro l´arroganza zotica di un proprietario terriero " Don Lollò ".

La Giara
Il 20 gennaio, nella Stadthalle di Merzig, per la prima volta la "Compagnia Teatro Popolare Città di Merzig", presentava due commedie.
La giara, (come oggetto) un capolavoro realizzato da Enza Traina. Tanti altri capolavori sono stati realizzati dallo sceneggiatore della Compagnia Piero Marotta.
Un personaggio importantissimo ed indispensabile, che con le sue sceneggiature, ha dato un notevole contributo al successo della Compagnia.
Quest´anno purtroppo, per ragioni strettamenti personali ci lascia. Peccato, non sarà facile sostituirlo.
Ancora quest´anno, la Compagnia ha portato un´innovazione, colorando la rappresentazione con alcuni momenti musicali, ottenendo un riscontro positivo dal pubblico che ancora una volta, attraverso gli applausi, incoraggiava i ragazzi a proseguire su questa strada. 
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II Parte |